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Cambiamento climatico e la gestione forestale

August 31, 2016

Che il clima cambia e si evolve e' un dato di fatto che tutti noi nella nostra quotidianità osserviamo e che questo avvenga sia per ragioni naturali che per l'azione del uomo e' anch'esso un dato consolidato. 

 

Le azioni che attuiamo oggi avranno impatti che saranno misurate nel medio termine di certo e' non si può pensare che si gestiscono i bosco, come tante altre cose d'altronde, e si crea economia con essa come si e' sempre fatto. Si devono sviluppare nuovi modelli, nuove idee e adattarsi all'evoluzione dell'ambiente.

 

Vorrei consigliare la lettura di questo report della Confederazione Svizzera con una serie di considerazioni a conclusione sull'impatto dell'evoluzione del clima sulla gestione forestale.  

 

Il cambiamento climatico in Svizzera (2007)

 

 

Adattamento della gestione forestale

Oggi la Svizzera è coperta per quasi un terzo della sua superficie da boschi. Per via del suo valore economico è ampiamente diffuso in Svizzera, specie alle basse quote, l’abete rosso. Abeti rossi e abeti bianchi, che costituiscono circa il 40 % delle specie arboree dell’Altipiano svizzero, sono sensibili all’innalzamento delle temperature (abete rosso) o all’aumento della siccità (abete bianco, abete rosso). Determinate specie di querce e di aceri sopportano invece temperature più alte e un clima più asciutto.

Un bosco misto seminaturale con un’elevata percentuale di latifoglie indigene si adatta pertanto meglio all’aumento delle temperature e alla siccità rispetto ai boschi, puri o misti, di conifere. L’analisi del 1° e del 2° Inventario Forestale Nazionale (1983/85 e 1993/95) indica una leggera crescita della percentuale di boschi misti di latifoglie e una diminuzione della percentuale dei boschi puri di conifere. Ciò è avvenuto tenendo conto di criteri ecologici (ritorno a mescolanze seminaturali di alberi sull’Altipiano). Dovrebbe nel frattempo proseguire la tendenza a una diminuzione dei boschi di conifere sull’Altipiano.

 

 

Il cambiamento climatico in Svizzera. Indicatori riguardanti cause, effetti e misure UFAM 2007 70

La gestione forestale dovrà in futuro tener conto di parametri climatici sempre più alterati. Esempi regionali indicano già l’apparizione dei primi processi di adattamento.

  • >  Negli anni passati l’influsso del clima si è manifestato nei danni prodotti dalle tempeste o dalle infestazioni da bostrico. Lo studio sui danni causati dalla tempesta Lothar giunge alla seguente conclusione: nelle zone colpite dalla tempesta va data la preferenza a specie arboree adatte al sito e a una mescolanza di specie arboree con un’alta percentuale di latifoglie (Indermühle et al., 2005). Tale principio dovrebbe anzi valere come regola generale in un’ottica di adattamento al riscaldamento.

  • >  All’interno dei servizi cantonali e delle aziende forestali si sta già riflettendo sull’adattamento dei boschi al cambiamento climatico. Nell’azienda forestale della città di Baden si vuole, ad esempio, dare la preferenza alle querce e ridurre la per- centuale di alberi minacciati, soprattutto gli abeti rossi. Si potranno così ottenere boschi nei quali specie arboree adatte al sito non vengono scacciate da specie esoti- che meglio adattate al mutamento climatico (Stadt Baden, 2005). In altre località, invece, accade proprio questo: si sta anche pensando di intensificare la piantagione di abeti di Douglas, una conifera nordamericana, che è comunque rinvenibile nei nostri boschi da oltre cento anni.

  • >  Nel Vallese, le estati calde e asciutte indeboliscono i pini provocando un forte tasso di mortalità, specie in stazioni sotto i 1200 metri sul livello del mare. Tale dinamica può essere modificata solo in misura ridotta mediante la rimozione dei pini infestati, la cattura degli insetti e il diradamento. Al posto dei pini spunta e cresce la roverella (o quercia pubescente), una specie indigena già presente che è meglio adattata a un clima più asciutto. Dato però che questa specie non è più rappresentata e non produce semi ovunque, dovrebbe essere il servizio forestale a reintrodurla per preservare il bosco grazie alla sua azione protettiva (WSL, 2006).

  • >  Non solo nel Vallese, ma anche in Engadina vi sono incognite quanto allo sviluppo forestale. I tipici boschi di cembri e di larici potrebbero essere in pericolo: si teme soprattutto un aumento degli incendi boschivi. 

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