Paleria da Fai da Te "verdognola"

August 8, 2016

Nei centri del Fai da Te o magazzini edili si trovano spesso paleria e altri manufatti di solito di provenienza estera in legnami torniti di bassissima qualità come pino e con un colore verdognolo con la dicitura trattati in autoclave.

 

 

Cosa vuol dire?

 

Per capire facciamo un'introduzione velocissima su chi degrada il legno che e' per la sua natura attaccabile da una serie di agenti viventi quali funghi, muffe, batteri, etc che specie in presenza di ossigeno degradano e consumano la struttura cellulare del legno. Quest'azione e' più' o meno veloce ed efficace in funzione del tipo di specie legnosa grazie a sostanze conservanti naturali presenti nella sua struttura. L'azione ( come la vita) di questi agenti viventi prevalentemente aerobici e' pero' possibile in presenza di determinata quantità di umidità e di ossigeno.

Proviamo a guardare la foto e noterete che nel palo estratto dal terreno che il degrado e' avvenuto nei primi 20/30 cm dell'interramento, lasciando pressoché perfetta la punta. Questo perché nella prima parte hanno potuto operare proprio gli agenti aerobici assenti negli strati sottostanti. (questo discorso potrebbe aprire un capito approposito dell'aratura profonda dei terreni, ma lo lasciamo agli esperti)

 

Tipicamente legname quale: castagno, larice, cedro, robinia, quercia, olmo, e altri ancora, hanno un'elevata durabilità proprio grazie ai conservano naturali presenti nelle sue cellule.

 

Specie quali: abete, pino silvestre, ciliegio, nocciolo, acero, etc hanno una durabilità assai limitata.

 

 

 

Che cosa ha fatto l'uomo per combattere questo tipo di degrado naturale?

 

Per millenni ha scelto i legni più appropriati in base al tipo di lavoro e infatti vista anche l'elevata duratura del Castagno addirittura i romani hanno trasformato interi regioni ( e l'italia quasi intera) sostituendo quercia e altre specie autoctone con il castagno importato dalla regione tra l'attuale Iran, Pakistan e India.

Come tecnologia invece si cercava di creare uno strato carbonizzato superficiale che non permettesse di essere attaccata creando una barriera all'azione degli agenti viventi.

 

Nei tempi più moderni si e' provveduto a inventare tecnologie e trattamenti chimici che aiutassero a combattere la naturale azione della natura e si sono creati, vernici, autoclavi, sostanze preservanti, etc. Queste tecnologie hanno permesso l'utilizzo di legnami di bassissimo valore grazie alla loro facile lavorabilità industriale aumentandone la durabilità' con risultati per la parte nel terreno di scarso risultato nel lungo termine.

 

Che cos'e' questo colore verdognolo?

 

E' proprio uno di queste sostanze con le quali vengono impregnati i legnami e ce ne sono di diverso tipo. Al fine di fare un acquisto consapevole si dovrebbe prendere la sigla sull'etichetta e andrebbe fatta una ricerca specifica anche su internet .

 

Per capire le varie sostanze vi incollo questo bellissimo testo trovato su questo sito:

http://www.progettoenergiazero.it/il-legno-preservanti/

 

"Tra questi citiamo i CCA (soluzione a base di rame, arsenico e cromo) che ha delle restrizioni per il suo utilizzo (è permesso per pali per telecomunicazioni ed elettricità, traverse ferroviarie, barriere autostradali, protezione antivalanghe, ecc.) in base alla Direttiva europea 2003/2/CE del 6/01/2003 che vieta l’utilizzo di prodotti contenenti arsenico. In Europa il CCA è stato sostituito da altri composti ternari in cui l’arsenico e il cromo sono stati sostituiti con prodotti meno tossici: CCB (sali di cromo, rame, boro), CCF (sali di cromo, rame, fluoro), CCP (sali di cromo, rame, fosforo), CXS (composti in cui il cromo e l’arsenico sono sostituiti da un complesso organico del rame). Altri prodotti in soluzione acquosa sono composti a base di acido borico (H3BO3) e borace (Na2B4O7 10 H2O). Questi sono attivi contro i funghi e gli insetti ma, essendo facilmente dilavabili, il loro utilizzo è indicato per manufatti lignei in ambienti interni. Altri fungicidi ad ampio spettro sono i sali ammonici quaternari (ACQ) e le ammine terziarie."

 

 

Ma queste sostanze sono tossiche?

 

La legge permette l'utilizzo e quando queste vengono dimostrate le varie tossicità di solito vengono tolte dal commercio, anche se non si può negare che i vari componenti siano inquietanti, sali vari di cromo o rame, arsenico, etc.. Ognuno e' libero di valutare e di decidere ma all'interno o vicino ad ambienti dove vivo questo tipo di legno trattato non si avvicina per due ragioni, una etica e una pratica dato che poi ci vivo io a contatto con sostanze tossiche o addirittura in caso di utilizzo in orto ancora peggiore.

 

 

Quale legno utilizzare per una recinzione o pali per l'orto?


Tornare a fare come si e' sempre fatto e usare sempre e solo legni di provenienza locale tra specie di maggior durata e magari di tornare a carbonizzare la parte a contatto con il terreno e magari mettere della sabbia o ghiaia tra il palo e il terreno e dei sassi grossi sotto la punta. La regola e' quella di tenere l'umidità e il ristagno d'acqua lontano dal legno. Difficilmente questo tipo di palo avra' pero una rifinitura al livello di quelli torniti o rifiniti come usciti da un processo di estrusione. Sicuramente un palo di castagno avra' una vita media molto ma molto superiore a qualsiasi palo trattato, il suo impatto sull'ambiente e la dispersione di sostanze tossiche e' praticamente nullo. Fare certe scelte e' possibile.

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