Il LegnoUrbano non e' un più un rifiuto, anche per legge

July 12, 2016

 

IL 6 luglio 2016 il Senato Italiano ha dato il via libera definitivo al DDL 1328-B su semplificazioni nel settore agricolo, il quale, tra l’altro, amplia il novero dei residui vegetali esclusi dal regime dei rifiuti.
 

Con questo importante provvedimento, tra le molte cose, si e' effettuata una variazione del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 "Norme in materia ambientale" in merito alla classificazione relativa dei rifiuti e con la seguente modifica le piante provenienti da ambiti urbani non sono più considerate un rifiuto da smaltire tramite discarica e inceneritori e possono avere un seconda vita. La norma e' stata fortemente voluta dal settore delle Biomasse al fine di poter utilizzare le piante negli impianti di produzione energetica, ma questa variazione della normativa apre ufficialmente la caccia al LegnoUrbano e alle innumerevoli possibilità di utilizzo.

Da oggi possiamo finalmente dire che non esistono più limitazione normative all'utilizzo del LegnoUrbano e che il futuro delle piante provenienti da piazze, parchi, viali di città e cittadine italiane e' una scelta politica.

Valorizzare tramite Calderone o Valorizzare tramite la creazione di una filiera di persone che lo lavorano? Quante mini segherie mobili di città possono ora nascere, quanti ragazzi possono mettersi insieme per lavorare il legno ottenuto e commercializzare prodotti marchiati LegnoUrbano?

 

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLMESS/982316/index.html

 

 

A seguito della definitiva approvazione del provvedimento da parte del Senato, al comma 1 dell’articolo 185 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, la lettera f) è sostituita dalla seguente: 1. Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto: « f) le materie fecali, se non contemplate dal comma 2, lettera b), del presente articolo, paglia, sfalci e potature, provenienti dalle attività di cui all’articolo 184, comma 2, lettera e), ( i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali) ; e comma 3, lettera a) (i rifiuti da attività agricole e agro-industriali), nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche o utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano né mettono in pericolo la salute umana».

 

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